Tuscia Economica (mensile)
Tuscia Economica (Semestrale)
Rapporto sull'Economia della Tuscia


Lo stato dell’economia e delle costruzioni nella Tuscia

L’iniziativa degli Stati generali della costruzioni nella Tuscia ha rappresentato unmomentomemorabile per le imprese, per i lavoratori, per le associazioni di categoria e per le istituzioni tutte, che conferma la capacità di coesione sociale di questo territorio, soprattutto in momenti straordinari come quelli che stiamo vivendo, caratterizzato da una crisi che non accenna ad allentare la morsa.
Al di là delle legittime posizioni essere così numerosi e rappresentativi a questo evento è stato già un grande risultato di cui dobbiamo essere orgogliosi in quanto solo dal confronto aperto, autentico e leale possiamo costruire un futuro diverso per la nostra terra.
In termini temporali credo che gli Stati generali delle Costruzioni rappresentino anche una prima risposta all’appello lanciato dalla Camera di Commercio in occasione della Giornata dell’Economia tenutasi un mese fa in cui veniva sottolineata l’esigenza di puntare sull’aggregazione per fronteggiare la crisi e uscirne rafforzati.
Sono contento che questo appello sia stato raccolto in primis dalle associazioni di categoria e dai sindacati, che si sono fatti promotori degli Stati generali delle Costruzioni nella Tuscia. Ma anche dalla folta partecipazione oggi di imprenditori, operai, artigiani, tecnici, impiegati, professionisti, sindaci e assessori, e dai massimi rappresentanti istituzionali.
Cerchiamo quindi di cogliere questo momento come un’opportunità, o meglio un tassello, a cui dovranno seguirne altri.
Lasciatemelo dire: questa deve essere una giornata “per” e non “contro”, perché così come avviene nella costruzione di una casa, la funzione di ogni pilastro è fondamentale per non mettere a rischio l’integrità dell’intera struttura.
Sono sotto gli occhi di tutti le luci e le ombre del passato ma oggi, e non domani né ieri, dobbiamo costruire il nostro futuro mettendo ciascuno i propri talenti, facendo ciascuno la propria parte.


LO STATO DELL’ECONOMIA DELLA TUSCIA E DELLE COSTRUZIONI

Appena un mese fa nel presentare il Rapporto dell’Economia della Tuscia Viterbese del 2009 abbiamo parlato di imprese “in mezzo al guado” con un prodotto interno lordo provinciale sceso del 4%, una crescita del numero di imprese che sfiora lo zero, il 26,1% in meno di esportazioni, il tasso di disoccupazione dell’11,7%, fatturatiinesorabilmente in ribasso e difficoltà di accesso al credito.

In quella stessa occasione avevamo evidenziato i timidi segnali di ripresa per alcuni comparti come quello industriale, ma anche le preoccupazioni per il settore delle costruzioni. Purtroppo tali pevisioni non solo si sono confermate ma la manovra del Governo, indispensabile per mettere a posto i conti del Paese, rischia di rendere ancor più grave il quadro che ci si presenta.

Per dare un’idea più chiara della rilevanza del settore delle costruzioni nella nostra provincia secondo l’Osservatorio Economico Provinciale della Tuscia Viterbese sono 5.200 le imprese delle costruzioni, comprensive degli impiantisti; a queste si devono aggiungere altre 1.000 imprese industriali, del commercio e dei servizi dell’indotto, raggiungendo complessivamente il 16% circa del totale delle imprese della provincia.
Ovviamente vanno considerati anche i circa 1.500 professionisti tra ingegneri, architetti e geometri che operano nell’ambito delle costruzioni.

L’incidenza del valore aggiunto delle costruzioni corrisponde al 6,2% sulla ricchezza totale prodotta nel territorio, ma aggiungendo tutte le attività indotte si arriva all’8,5% per un totale di circa 600 milioni di euro.
Nel 2009 il calo di fatturato denunciato dalle imprese delle costruzioni è stato pari al 19%, al quale si aggiunge il -10% del 2008 e il -7% previsto nel 2010.

Dal punto di vista occupazionale gli addetti alle costruzioni nel territorio provinciale rappresentano circa il 10% di tutti gli occupati della Tuscia. Anche in questo caso i numeri dell’indotto hanno un’importanza tutt’altro che secondaria, con circa 6.000 occupati in più (comprensivi del Distretto di Civita Castellana), e quindi si arriva al 15% di tutti i lavoratori della Tuscia.
Il 13% è il calo dell’occupazione che le imprese delle costruzioni della Tuscia hanno dichiarato per il 2009.
Le ore di Cassa integrazione Ordinaria autorizzate nell’edilizia provinciale nel 2009 sono state 465mila, +138% rispetto al 2008.


ALCUNE INDICAZIONI PER IL BREVE, MEDIO E LUNGO TERMINE

Di fronte a questi dati, che ci danno il polso di una situazione assolutamente preoccupante, come Camera di Commercio abbiamo la responsabilità di indicare delle linee sulle azioni nel breve, medio e lungo termine.

Breve termine
Per breve termine, mi riferisco alle risposte di cui le imprese delle costruzioni hanno bisogno nell’immediato.
A partire dall’accesso al credito, in molti casi linfa vitale indispensabile per far fronte alle spese correnti, o per compiere investimenti, o per congelare l’esposizione bancaria in una fase in cui le imprese sono penalizzate dalla carenza di liquidità, dalla riduzione delle commesse di lavoro e dallo stallo del mercato immobiliare.
In tal senso l’annuncio di qualche giorno fa della proroga dei termini sulla moratoria dei debiti per altri sette mesi, oltre la scadenza del 30 giugno, offra alle imprese una boccata di ossigeno.
Anche se ritengo che la partita più importante sul credito si giochi con il sistema bancario a livello locale, dove è necessario andare oltre soluzioni preconfezionate, accogliendo le esigenze finanziarie specifiche delle singole imprese e dando il giusto merito alla storia di ogni azienda, ai progetti futuri e alla serietà finora dimostrata dagli imprenditori.
A questo riguardo un’ottima sponda è offerta dai Confidi, cresciuti anche grazie al sostegno della Camera di Commercio, ai quali sempre più imprese si rivolgono per essere supportate nell’accesso ai finanziamenti.

Sempre in ambito finanziario dobbiamo poter intervenire – e qui mi riferisco anche agli altri rappresentanti istituzionali – per snellire le procedure dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, che spesso allontanano le nostre imprese – per lo più di piccole e medie dimensioni – da qualsiasi bando per la realizzazione di opere pubbliche, visti talvolta come una iattura considerando che i pagamenti avvengono con tempi biblici.


Medio termine
Nel medio termine, ovvero nell’arco di un anno, è necessario uscire dalla fase di stallo ponendo alcune questioni: recupero dei centri storici, edilizia sociale, piano casa, rilancio dei piani urbanistici.

Recupero dei centri storici
Posso dire, senza timore di essere smentito, che la nostra provincia si distingue per i suoi borghi medievali. Sessanta perle che in molti casi attendono solo di essere recuperati e valorizzati con adeguate opere di ristrutturazione, considerando che dal punto di vista immobiliare e turistico possono rappresentare un sicuro investimento, come evidenziato qualche tempo fa dal “Financial Times”, ma come ci confermano le rilevazioni del nostro Osservatorio immobiliare.

Edilizia sociale
I Comuni hanno competenze specifiche per dedicare aree all’edilizia sociale, offrendo l’opportunità a vaste categorie sociali di accedere all’acquisto della prima casa, seppur non si disponga di redditi particolarmente consistenti. La prima casa, quindi, come un diritto per tutti, ma anche un nuovo mercato per il settore delle costruzioni.

Piano Casa
Sul Piano Casa c’erano grandi aspettative, ma nelle fasi attuative sono emersi i limiti di una normativa zeppa di adempimenti procedurali che vanificano gli effetti benefici del provvedimento. Anche su questo aspetto va fatta una messa a punto, affinché si possa più agilmente dar corso alle ristrutturazioni e alle riedificazioni delle unità abitative private e aziendali.

Rilancio dei Piani urbanistici
Sullo stesso fronte particolare importanza può avere l’attuazione dei piani urbanistici dei Comuni e in particolare il completamento dei Piani per gli Insediamenti Produttivi, che possono anche alimentare l’attrattività degli investimenti da altri territori.


Lungo termine
In una programmazione a lungo termine, e non potrebbe essere diversamente, non si può non fare riferimento alle opere infrastrutturali.
Dal solo riavvio dei lavori si genera inevitabilmente per le costruzioni , per l’indotto e per l’intera economia viterbese un effetto benefico moltiplicatore che in più occasioni abbiamo anche provato a quantificare.
Immaginate, solo per un istante, quali effetti indurrebbe per il settore delle costruzioni la presenza di un aeroporto nel capoluogo della Tuscia.
A tale proposito salutiamo con favore le recenti disposizioni del ministro Matteoli che contribuiscono a compiere un ulteriore passo in avanti per la realizzazione dello scalo nella Città dei Papi.

Al tempo stesso, poiché gli imprenditori hanno bisogno di tempi certi, non possiamo non rilevare quanti interrogativi persistono sulla tempistica delle grandi opere viarie e ferroviarie.
Dobbiamo, quindi, da una parte continuare a svolgere la nostra azione di lobby territoriale, con la convinzione di spuntarla nonostante le tantissime difficoltà di una partita così importante.

Al tempo stesso, in modo pragmatico, credo che dovremmo lavorare con più determinazione su un modello di sviluppo economico endogeno, valorizzando le peculiarità del territorio.
Un approccio progettuale non alternativo, ma propedeutico a ciò che da tempo auspichiamo, che coinvolge tutti e non ci pone in un atteggiamento passivo, di attesa di decisioni altrui, ma ci spinge a credere e investire nelle nostre risorse e capacità.


CONCLUSIONE
Voglio concludere con un ringraziamento alle associazioni di categoria e sindacali che hanno organizzato gli Stati generali della Tuscia e a tutti i rappresentanti istituzionali presenti all’evento. Perché sono convinto che l’aver ricercato e accettato la via del confronto, aperto, a 360 gradi, senza infingimenti o preclusioni sia la prima pietra per realizzare anche attraverso il settore delle costruzioni uno sviluppo sostenibile e duraturo nella Tuscia.