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Tuscia Economica (mensile)
Tuscia Economica (Semestrale)
Rapporto sull'Economia della Tuscia



La vendita diretta dei prodotti agricoli: un’analisi della situazione locale

La vendita diretta dei prodotti agricoli: un’analisi della situazione locale

Clara Cicatiello*

 

1. Introduzione

L’interesse riguardo le diverse forme di commercializzazione dei prodotti praticate delle aziende agricole si inserisce in un contesto di crescente attenzione alle dinamiche di sviluppo del mondo rurale, del quale l’agricoltura si fa sempre più elemento trainante (CE, 1988; CE, 1999; CE, 2005). In particolare, già da almeno un decennio, si è affermata una nuova visione dell’agricoltura che, in controtendenza rispetto al produttivismo degli anni ’60, ’70 e ’80, è basata su due cardini fondamentali: multifunzionalità e diversificazione economica. Multifunzionalità perché l’agricoltura odierna non può accontentarsi di avere un’unica vocazione, quella produttiva, ma deve farsi carico di nuove funzioni ecologiche, sociali, culturali e di traino dello sviluppo territoriale (Henke, 2004). Diversificazione economica perché la maggior parte delle aziende agricole si trova in una posizione di netto svantaggio, sia rispetto ai fornitori di materie prime, sia rispetto al mercato di destinazione dei prodotti agricoli, entrambi caratterizzati da imprese che seguono un modello industrializzato, posizione che può essere recuperata solo cercando fonti alternative di reddito e nuovi canali di approvvigionamento e distribuzione (Cavazzani, 2006; Van der Ploeg, 2006).
In questo contesto, la filiera corta, intesa come canale alternativo di commercializzazione dei prodotti agricoli che prevede il contatto diretto fra produttori e consumatori, si candida a rappresentare una delle possibili strategie da sostenere, in quanto, per le sue caratteristiche, sembra rispondere alle necessità di diversificazione e multifunzionalità dell’agricoltura e, insieme, di valorizzazione del territorio (Magnaghi, 2000; Gardini e Lazzarin, 2007).

 

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