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Tuscia Economica (mensile)
Tuscia Economica (Semestrale)
Rapporto sull'Economia della Tuscia



La crisi colpisce anche l'artigianato nella Tuscia

Impatto contenuto, ma pur sempre rilevante, della crisi economica che sta imperversando su tutti i comparti incluso quello dell’artigianato della provincia di Viterbo.
Secondo quanto emerge dalle iscrizioni nell’Albo delle imprese artigiane registrate dalla Commissione Provinciale dell’Artigianato nel 2008 ci sono state 763 iscrizioni, con un calo del 6% rispetto alle 812 evidenziate nel 2007. Nel contempo anche le cessazioni sono diminuite del 3% passando dalle 596 del 2007 alle 579 del 2008. Appare evidente che il saldo è ancora positivo, pari a 184 imprese, e con un tasso di crescita che si è attesta al 2,2%.
Da un’analisi qualitativa effettuata dalla Commissione Provinciale Artigianato si evidenzia come in realtà parte delle nuove iscrizioni abbiano natura assolutamente temporanea, in contraddizione con lo spirito proprio dell’impresa. Alcune imprese artigiane sembra vengano costituite per il tempo di una committenza o poco più. A conferma di questa considerazione, tra quanti sono stati cancellati nel corso del 2008 si evidenzia come l’8,5% di queste si sia iscritta nello stesso anno. Analizzando un orizzonte più ampio, oltre il 40% delle imprese cancellate nel 2008 è attiva da meno di 4 anni e, viceversa solo il 30% di queste ha un’anzianità maggiore ai 12 anni. Questi dati trovano una spiegazione sia nell’approssimazione con la quale spesso si avvia un’attività imprenditoriale, sia nel fenomeno del lavoro dipendente mascherato che obbliga personale dipendente a costituire un’impresa artigiana per continuare a lavorare con lo stesso committente/datore di lavoro.
 
Il settore che ancora una volta primeggia nel numero di iscrizioni è quello delle costruzioni con il 52,4% del totale dei nuovi artigiani, con un’incidenza percentuale simile a quella dell’anno precedente. In questo settore è molto elevato anche il volume delle cancellazioni che pesa per il 46,1% del totale delle imprese che chiudono. Anche in questo caso il dato è in linea con quello del 2007, a conferma che la movimentazione delle imprese in questo settore non risente della crisi diversamente da quanto accade per l’occupazione dipendente e i fatturati. Va comunque sottolineato che parte importante delle nuove iscrizioni riguarda l’imprenditoria neocomunitaria, in particolare la comunità rumena, ed è uno dei settori per il quale valgono le considerazioni sulla qualità e sulla longevità delle imprese.
 
Quasi tutti i comparti analizzati presentano dei saldi positivi con il numero di nuove imprese che sopravanza quello delle cessate, fanno eccezione le lavorazioni del legno, quello dell’oggettistica e dei preziosi che segnano dei saldi negativi e della lavorazione alimentare con un saldo pressoché pari a zero.
Sul versante della struttura imprenditoriale si evidenziano dei passi avanti per quel che concerne le società a responsabilità limitata. Il tasso di crescita per queste imprese, anche se con volumi ancora non molto sostenuti, appare quanto mai incoraggiante con un dato del +11,9%, ben maggiore a tutte le altre forme imprenditoriali. Si ricorda che la possibilità di costituzione in questa forma societaria per gli artigiani è stata introdotta solo nel 2003.